Ma che cosa è questa apericena? (2023)

Che cos’è un apericena? Un aperitivo allargato, nel tempo e nella sostanza, fino a rivestire i panni di una vera e propria cena. Nasce nei bar torinesi (e non poteva essere diversamente) verso la fine degli anni ’90 e ha evoluzioni socialmente interessanti. In che cosa si differenzia da un comune buffet? Che quest’ultimo nasce nelle sale dei ristoranti, in cui il punto di partenza e d’arrivo del cliente coincidono: parlo del tavolo dove si è seduti.

L’apericena, mi dispiace per tutti, non è un vero buffet! Nel buffet si mangia anche seduti, in un apericena no…

Ci si alza, ci si serve al buffet, si torna seduti. L’apericena è figlia della socievolezza del bar: la gente spilucca tutta dal bancone, tenendo nella mano un bicchiere e nell’altra lo stuzzichino. Chiacchiera, flirta, vaga, ondeggia… Si siede solo per riposare le gambe, non per impugnare cucchiaio e forchetta, come nel buffet.
Va da sé che l’apericena, quell’autentica, si distingue anche in questo dal buffet: nel buffet ci possono essere veri e propri piatti da riempire, perché tanto ci s’accomoderà a un tavoli, belli seduti. Nell’apericena si mangia solo con la destra (o la sinistra, se si è mancini), mentre con l’altra mano s’impugna saldo il bicchiere, senza mollarlo mai. Ecco, il finale della storia è questo. Ma come comincia? Come tutte le storie, direi…

MASCHIO O FEMMINA?

Specchio, specchio delle mie brame… ma che cos’è mai un’apericena? Già, qui l’ho scritta con l’apostrofo, “un’apericena”. Al femminile, mentre all’inizio l’ho declinata al maschile. Perché questo è il primo mistero dell’apericena: si tratta di un sostantivo femminile (un’apericena) o maschile (un apericena)?

Il Vocabolario Treccani risolve in quattro parole la faccenda: può esser di entrambi i generi, a seconda che si voglia dar più peso alla parte “aperitivo” (e allora apericena diventa maschile, in quanto inteso come un tipo d’aperitivo) o alla parte della cena (e quindi intesa come una cena diversa da quella classica). Quindi, non stupitevi se la ficco nel genere più fluido possibile e la faccio vagare tra maschile e femminile a seconda di come mi gira al momento…

Perché, va da sé, il bello (o il brutto) di questo neologismo sta proprio in come ognuno lo immagina. Ed eccomi tornare alla domanda primeva: ma che sarà mai quest’apericena?

ALLE FONTI DELL’APERICENA

Andiamo all’origine del termine, come si fa nei testi seri di divulgazione. Per quanto nessuno si sia preso la briga di tracciare la storia dell’apericena, sacri testi (tra cui Wikipedia) affermano che quest’usanza nasce nell’Italia nordoccidentale (parliamo quindi di Lombardia e Piemonte, per chi non avesse mentalmente chiara la cartina geografica del nostro Stivale) e, più propriamente, a Torino. Non è un caso.

(Video) The Italian APERITIVO - What is APERICENA? | Italian Listening Practice [video in Italian]

Sembra che tale usanza sia nata a Torino, all’incirca verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso.

ALL’ORIGINE CI FU IL VÈRMUT

Non è un caso, poiché Torino è la capitale mondiale dell’aperitivo.

Inutile rivangare storie passate conosciute da tutti, con nomi, luoghi, date e bevande che hanno fatto non solo la storia d’Italia, ma la storia della gastronomia mondiale.

Vogliamo davvero metterci a discutere su Antonio Benedetto Carpano, che nel 1786 creò l’omonimo vèrmut (in italiano si scrive così, inutile storcere il naso: anche se lo trovi spesso come “vermouth”, sappi che così si scrive in Francia…), da sorseggiare nella sua bottega (sotto i portici di Piazza Castello, sempre a Torino) con qualche stuzzichino?

Carpano chiamò questo passatempo merenda sinoira, ossia “merenda serale” in torinese: un successo planetario! Solo che oggi lo chiamiamo aperitivo. Anzi, tutto il globo terracqueo lo chiama aperitivo. Mica male, no?

INSOMMA, ‘STA APERICENA?

Arrivo, arrivo. Volevo solo sottolineare che non c’è apericena senza un aperitivo originario, preistorico, fatto di quelle due o tre cosine che accompagnavano il bicchierino alcolico. Il grissino, per esempio, tanto per restare a Torino. Oppure quei terribili piattini di olive e spagnolette tostate e salate, o di patatine, un classico in area milanese e lombarda. Scrivo orribili perché a me fan tristezza. Perché le olive mi ricordano sempre una frase di Mary Tyler Moore pronunciata nella sitcom che da lei prendeva il titolo: «I noccioli delle olive buttati nel portacenere si sporcano subito di cenere e sembrano degli animaletti morti…».

POI, LA RIVOLUZIONE

Poi, appunto, la rivoluzione. O, meglio, l’intuizione: rendere l’aperitivo qualcosa di più sostanzioso, magari persino gourmet. Da dove nacque? Fu un’evoluzione spontanea del grissino e della spagnoletta, quasi richiedessero per natura di svilupparsi in qualcosa di più abbondante e meno insulso, oppure fu ripresa dalla tradizione dei cicheti veneziani (che però nacquero come spuntino di mezza mattina e non serale) o addirittura dalle tapa e dai pincho spagnoli? Boh, sinceramente non lo so.

La gente comincia a viaggiare, e viaggiando si lascia ispirare… Spagna, Venezia…

(Video) Italian Aperitivo: How It All Began (Subtitles)

So che, quand’ero ragazzo e ancora frequentavo i bar, avevo un’amica che per l’aperitivo sostanzioso andava pazza e si faceva sempre portare in luoghi che conosceva lei, dove per 8.000 lire potevi mangiare un sacco di cosette. Niente di che, per carità: però potevi prenderne ad libitum, a piacere, in piena libertà.

L’APERITIVO DEI PENDOLARI

Ecco, in questo preciso momento (si era davvero alla fine degli anni 90), l’apericena mette fuori il capo ed emette i primi vagiti. Ci sono due bisogni, tipici del Nord Italia, da saziare (e non è un modo di dire). Il primo è riuscire a tornare a casa senza svenire dalla fame. Piemonte e Lombardia sono zone di grande pendolarismo. Se lavori a Milano o a Torino e torni col treno o con l’auto in provincia, dove di sicuro abiti assieme a un megamiliardo di persone, ci metti il tuo bel tempo.

Sfamare i pendolari, magari senza spennarli troppo: è questa l’origine dell’apericena?

E magari con i crampi allo stomaco per la fame. Perché, si sa, il vero lavoratore del Nord pranza leggero, spesso leggerissimo. E alle 18 si ritrova un buco nella pancia come Buc il bucaniere che non sa come colmare.

C’è poco da ridere, poiché la questione ha risvolti etico-morali, nonché pratici. Ha senso spendere soldi per mangiare poco prima di cena? E quanto si dovrebbe mangiare per evitare di rovinarci l’appetito? Ed ecco la questione etico-morale: ma è cosa buona e giusta mangiare da soli, come un affamato?

UNA QUESTIONE ETICO-MORALE

La risposta a tutte queste domande era già lì: l’aperitivo rinforzato. Lo condividevi coi colleghi a fine giornata lavorativa, poco prima di andare a prendere il treno. Scambiavi le ultime chiacchiere della giornata e, nel frattempo, l’atmosfera sociale giustificava l’esborso (che comunque era più modesto di una pizza + birra) e il fatto che, alla fine, non eri davanti a un pasto di quattro portate. Smettevi di rimpinzarti quando volevi. L’aperitivo rinforzato, ordunque, ti risolveva un sacco di cose in un colpo solo. Ma che ci trovavi, in quest’aperitivo?

TRA TRE TARTINE E TARTE TATIN

Se ti andava bene, in questi aperitivi (che esistono tuttora, anzi, oggi più che mai) ci trovavi delle tartine, che sostenevano le classiche pizzette secche di pasta sfoglia. Andavano da quelle più semplici (fetta di baguette con sopra fetta d’affettato) a quelle più elaborate (fetta di baguette con sopra un cucchiaino d’insalata russa)… Ok, sto esagerando! Ma all’inizio ci s’ingegnava: chi teneva un bar spesso non aveva a disposizione (anche mentale) chissà quante soluzioni.

Tutti volevano rinforzare l’aperitivo. In pochi avevano però le idee chiare, ai tempi.

(Video) L'APERITIVO al NORD vs L'APERITIVO al SUD

C’erano i trancetti di pizza vera, che per fortuna sostituivano le pizzette. C’erano le tartine con la gelatina sopra, magari comprate in qualche discount o fatte (se ti andava di lusso) dalla pasticceria di fronte. C’era tutto quel che veniva in mente, a volte persino piatti caldi, se esisteva un uso cucina dentro il locale.

NASCITA DELL’APERICENA

Ancora un ultimo metro, anche se ti fa male un po’ la milza per lo sforzo. Ecco, l’apericena nasce qui. Che esigenza soddisfa, dato che l’aperitivo rinforzato ne soddisfaceva parecchie? Semplice: quella di abbattere i confini tra giornata lavorativa e serata ludica, evitando il rientro a casa, posticipandolo. Da risolutore di buchi gastrici d’origine pendolare, l’apericena diventa il Caronte dei cittadini (o dei pendolari automuniti) verso una serata di svaghi, senza soluzione di continuità tra l’ufficio e lo struscio tra i locali. Si resta con gli amici del lavoro, senza abbandonarli. Oppure si attendono o si raggiungono altri amici che strusceranno con te per le vie del centro.

La casa, nel frattempo, attende. Con la (quasi) certezza che sul tavolo di cucina non ci fosse un languido piatto di maccheroni freddi e collosi da riscaldare al vapore di una pentola (bella, eh, quest’immagine anni 50-60?)…

DALL’APERITIVO ALL’APERICENA

Ma l’apericena che mai avrà di diverso da un aperitivo un po’ sostanzioso? Parecchio. E non è soltanto una questione di concetto (di quello ho appena scritto). È una questione di sostanza: se l’aperitivo deve collegare due momenti della giornata (il lavoro e il dopolavoro), che sempre erano stati separati da una netta cesura (mentale ma, soprattutto, pratica), dribblando la cena, in qualche modo doveva riempirne il vuoto, per rendere più agevole e meno traumatico il transito.

L’aperitivo sente sempre più l’esigenza di allargare i propri confini. Dal ritaglio di bancone si stenderà per la sua interezza come una novella Maya Desnuda.

L’aperitivo, insomma, doveva trasformarsi in cena vera e propria: nella sostanza, più che nella forma. Inventando una forma nuova, che con il trascorrer del tempo e dell’usanza è divenuta nuovo contenuto: l’apericena, infatti.

DALL’APERITIVO ALL’APERICENA

Ma l’apericena che mai avrà di diverso da un aperitivo un po’ sostanzioso? Parecchio. E non è soltanto una questione di concetto (di quello ho appena scritto). È una questione di sostanza: se l’aperitivo deve collegare due momenti della giornata (il lavoro e il postlavoro), che sempre erano stati separati da una netta cesura (mentale ma, soprattutto, pratica), dribblando la cena, in qualche modo doveva riempirne il vuoto, per rendere più agevole e meno traumatico il transito.

L’aperitivo, insomma, doveva trasformarsi in cena vera e propria: nella sostanza, più che nella forma. Inventando una forma nuova, che con il trascorrer del tempo e dell’usanza è divenuta nuovo contenuto: l’apericena, infatti.

(Video) Spritz. L'aperitivo più famoso è un drink o un modo di bere? | Cocktail Engineering

APERITIVO+CENA

Se in casa propria, nel proprio giardino, nel luogo in cui stiamo allestendo un evento o festeggiando una ricorrenza, costruiamo un momento per l’aperitivo (di solito per attendere la spicciolata degli ospiti) e poi uno per una cena seduti, non stiamo facendo una vera e propria apericena, anche se ormai pare che tutti la chiamino così. Stiamo solo rinnovando (ma solo nel nome) un rito consueto, in voga da sempre: quello dell’ospitalità (spezzo e condivido il pane con gli ospiti man mano che arrivano e si raccolgono) e quello della convivialità (mi riunisco con l’interezza degli ospiti attorno a un desco). Si fa, insomma, una comunissima cena preceduta da un momento di cortesia.

PORTARLA IN CASA PROPRIA

Ma si può riportare in casa l’autentica apericena? Ovviamente sì.

Ricordo che una volta, su un blog di cucina, una signora pose la seguente domanda: «Come posso organizzare una cena in piedi?». Un umorista rispose: «Tolga tutte le sedie!».

Ricostruire un’apericena casalinga, in fin dei conti, sta proprio in questa risposta salace: togli la cena seduta, allarga l’aperitivo e rendilo ricco come un buffet. E fai in modo che ciò che si mangia possa essere afferrato con comodo da una mano sola, mentre l’altra tiene il bicchiere.

Chissà se è possibile riportare l’apericena alla sua originaria purezza… Ci proveremo nella prossima puntata!

Il cibo, quindi, dev’essere dosato ad arte: finger food, tartine, panini, affettati, formaggi, polpette, ecc. ecc., ma niente che ti costringa a usare un piattino e una posata. Lecito (e utile) il tovagliolino di carta. Ma niente più. In questo modo, si torna all’ancestrale apericena. In modi diversi (tavoli e piattini da appoggiare, posate, brodi, zuppe e minestre) si ricade nel già esistente buffet. E questa, davvero, è un’altra storia.

Ma di come creare una vera apericena a casa propria parlerò prossimamente, nella seconda puntata di questa avvincente telenovela.

Stay tuned, come si dice in radio.

(Video) Mario Biondi - This Is What You Are

FAQs

In che cosa consiste l'apericena? ›

Sai già che cos'è un apericena? Un po' aperitivo, un po' cena: l'apericena (come suggerisce il termine stesso, recentemente coniato) è il momento che precede la cena, un aperitivo rinforzato e abbondante da consumare rigorosamente in piedi e in compagnia, intorno ai tavoli del buffet.

Che cosa si mangia in un apericena? ›

In questo caso, scegliamo piatti freddi come antipasti, insalate, pasta e riso freddi, canapè di vario tipo, pizzette e focaccia, affettati e formaggi. In giardino possiamo fare a meno del piatto caldo, perché sarebbe scomodo da tenere in caldo e anche da mangiare.

Quando si fa l'apericena? ›

Generalmente viene servito in una fascia oraria che va dalle 18 alle 20.30.

Qual è la differenza tra aperitivo e apericena? ›

Si consuma generalmente prima di sedersi a tavola e ha la funzione di preparare il nostro senso del gusto ad assaporare la cena. L'apericena che può anche essere definito happy hour è, invece, un aperitivo rinforzato.

Quanto dura l'apericena? ›

Ha un orario preciso che va all'incirca dalle 19 alle 20.30. La durata può variare: nel caso di un aperitivo che precede la cena è buona norma non dilungarsi per più di trenta/quaranta minuti.

Come fare un apericena a casa? ›

  1. Salatini di sfoglia con salmone cremosi.
  2. Mattonella salata di tramezzini tricolore.
  3. Rustici con wurstel.
  4. Girelle di mousse di prosciutto e robiola.
  5. Rustici con pasta sfoglia e prosciutto.
  6. Cornetti di sfoglia salati.
  7. Rustici con spinaci.
  8. Uova sode ripiene e 10 farciture diverse.

Come si chiama apericena? ›

Apericena 'aperitivo, servito insieme con una ricca serie di stuzzichini e accompagnato da assaggi di piatti differenti, salati e dolci, che può essere consumato al posto della cena' è un neologismo.

Cosa non deve mai mancare in un buffet? ›

Ecco 20 idee per piatti e bevande da preparare per un buffet freddo.
  • Pomodori ripieni. Facili da realizzare, si possono preparare in anticipo e adattare ai diversi gusti. ...
  • Girelle di tramezzini. ...
  • Panini al latte farciti. ...
  • Spiedini colorati. ...
  • Involtini. ...
  • Praline di mozzarella. ...
  • Pasta fredda. ...
  • Insalata di cereali.
9 Aug 2019

Cosa mettere in tavola per un aperitivo? ›

I piatti più indicati per un aperitivo a buffet in casa sono sicuramente i piatti o vassoi quadrati e rettangolari, adatti a contenere salatini e pizzette. Anche ciotole e coppette sono molto utili per servire frutta secca e patatine.

Come si chiama l'aperitivo prima di cena? ›

L'Happy Hour consiste in un Aperitivo rinforzato che precede il pranzo o la cena.

Cosa offrire alle 11 del mattino? ›

E un brunch all'italiana che cosa potrebbe offrire in tavola? Ovviamente affettati e salumi e formaggi nostrani ma anche focacce, olive e verdure di stagione. Per quanto riguarda i dolci si consigliano biscotti, strudel di mele, crostate e ciambelle, plum-cake, cornetti semplici o farciti.

Cosa comprare per fare un aperitivo a casa? ›

Cosa comprare per l'aperitivo a casa
  1. Shaker.
  2. Mixer.
  3. Bicchiere graduato con misurino.
  4. Frullatore ad immersione.
  5. Spremiagrumi.
  6. Caraffa in vetro o termica con tappo.
  7. Secchiello per il ghiaccio con pinze.
  8. Coppe e insalatiere in vetro per aperitivi poco alcolici.
29 May 2019

Qual è l'ora dell'aperitivo? ›

La prima cosa da sapere riguardo all'aperitivo è l'orario. Volendo essere fiscali e rispettare il galateo, l'aperitivo comincia alle 18:00 e termina alle 20:00.

Perché si chiama happy hour? ›

Il nome scelto per questa iniziativa non è casuale: “happy hour” era l'espressione utilizzata nella Marina Militare Inglese per indicare l'ora di boxe a cui si potevano dedicare i marinai per svagarsi e staccare dagli impegni e dalle problematiche quotidiane.

Quali cocktail Bere dopo cena? ›

Sono After Dinner il Black Russian, White Russian, Alexander, la Caipiroska, il B-52. Gli Any Time (detti anche Tutte le ore) si rivelano adatti a qualsiasi momento della giornata poiché contengono una ridotta percentuale di alcol e vari addolcitori (glucosio e saccarosio in primis).

Come fare l'aperitivo perfetto? ›

aperitivo perfetto - ricette tavola e atmosfera | Sabato in casa - YouTube

Quando si beve un drink? ›

In linea di massima dalle 17.30 alle 19.30, ma dipende molto dalla cultura, dal luogo e da che ora si cena di solito.

Cosa offrire da bere nel pomeriggio? ›

I 10 migliori cocktail per aperitivo, anche al ristorante
  • Americano. Bitter, Vermouth, Soda. ...
  • Garibaldi. Bitter, Succo di arancia fresco. ...
  • Aperol spritz. Aperol e prosecco. ...
  • Campari spritz. Campari e prosecco. ...
  • Moscow Mule. Vodka, Lime, Ginger Beer. ...
  • Negroni. Bitter, Vermouth, Gin. ...
  • Gin Tonic. Gin, Acqua Tonica. ...
  • Mojito.
4 Dec 2017

Che sa d anice? ›

La francese Pernod è la più antica marca produttrice di liquore all'anice, fondata all'inizio dell'Ottocento. L'omonimo distillato è ideale come aperitivo, diluito in acqua ghiacciata o miscelato in vari cocktail.

Dove è nato l'aperitivo? ›

Stando alle fonti, sarebbe stato l'imprenditore di Milano Vinicio Valdo a ideare l'apericena durante la metà degli novanta. Per incitare le persone a bere nel suo locale, Valdo allestì dei buffet nel corso degli aperitivi, ideando così il cosiddetto "aperitivo alla milanese" che sarebbe diventato l'odierno apericena.

Come fare un rinfresco spendendo poco? ›

Preparare dei finger food e delle bibite

Per quanto riguarda il cibo, per spendere poco ma soddisfare gli ospiti, potrete sempre preparare delle focacce all'olio con pomodoro, olive, formaggi vari o con verdure grigliate. Tagliate sempre a piccoli tranci le focacce e disponetele su dei vassoi.

Come preparare un tavolo per un apericena? ›

Tavola apparecchiata con i bicchieri per l'aperitivo.

Dedica una zona ai bicchieri e ai flute con tovaglioli disponibili in diverse zone dei tavoli. Se vogliamo proporre qualche prosecco o vino frizzante, devono essere sempre freschi e non dobbiamo dimenticare di metterli nel secchiello con il ghiaccio.

Come mettere la tovaglia a un tavolo da buffet? ›

1 - Si dispone la tovaglia in modo che la parte anteriore sfiori il pavimento, afferrandola con la mano sinistra nel punto corrispondente alla giusta altezza. 2 - Con la mano sinistra si avvicina la tovaglia al bordo del tavolo, mentre con la destra se ne solleva il lembo libero e lo si sposta sopra il tavolo.

Come chiedere da bere? ›

In molti amano frequentare bar e locali per divertirsi e socializzare, ma non tutti conoscono il modo appropriato per ordinare il proprio drink.
...
Ecco alcuni esempi di un ordine completo:
  1. "Jack e Coca, tumbler alto."
  2. "Absolut e Succo di Mirtilli, bicchiere da shot."
  3. "Tanqueray e Tonica, tumbler medio Single-Tall."

Cosa comprare per fare un aperitivo a casa? ›

Cosa comprare per l'aperitivo a casa
  1. Shaker.
  2. Mixer.
  3. Bicchiere graduato con misurino.
  4. Frullatore ad immersione.
  5. Spremiagrumi.
  6. Caraffa in vetro o termica con tappo.
  7. Secchiello per il ghiaccio con pinze.
  8. Coppe e insalatiere in vetro per aperitivi poco alcolici.
29 May 2019

Come si serve un buffet? ›

Le pietanze salate vanno disposte sin dall'inizio sulla tavola, mentre quelle dolci vanno messe a parte, così come le bevande e i vini. Porre da un lato tutti gli antipasti, al centro i primi e di seguito i secondi piatti con i contorni.

Come sistemare gli affettati nel piatto? ›

Sistemate gli affettati in ordine: salame, prosciutto cotto, prosciutto crudo, mortadella e lardo. Quindi disponete accanto a ogni salume il formaggio da abbinare. Sopra andrà la frutta, facendo in modo che sia abbinata all'affettato.

Cosa mangiare con il Negroni? ›

Il Negroni invece perfettamente abbinabile al formaggio, in particolare parmigiano e pecorino. Ma le note floreali e il profumo di limone suggeriscono di accoppiarlo anche ai salumi o alle carni lavorate.

Videos

1. MILLE IDEE PER UN BUFFET - COME ORGANIZZARE UN RINFRESCO IN CASA - How to Set Up a Buffet
(Fatto in Casa da Benedetta)
2. Apericena al bar: vai oltre le patatine e cuoci monoporzioni senza canna fumaria
(Techfood by Sogabe Srl - Italy)
3. 286. Filosofia dell'Aperitivo: l'Aperitivo Categorico discusso con Diego Fusaro
(Ciao Internet con Matteo Flora)
4. negli anni si cambia,decorazioni autunnali con cose riciclate
(Federicahomesweethome)
5. 252. L'aperitivo italiano
(Italiano per tutti)
6. 22. Learn Italian Intermediate (B1): Insomma, inoltre, infatti, in realtà, invece di, invece che
(Passione Italiana)
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Author: Pres. Lawanda Wiegand

Last Updated: 01/17/2023

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Name: Pres. Lawanda Wiegand

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Introduction: My name is Pres. Lawanda Wiegand, I am a inquisitive, helpful, glamorous, cheerful, open, clever, innocent person who loves writing and wants to share my knowledge and understanding with you.