CORSO DI CARATTERI DEGLI EDIFICI ASSISTENTE DI CARLO AYMONINO IUAV (1963-66) (2022)

«Il corso di caratteri distributivi degli edifici si presenta come un corso spe-rimentale basato su una serie di ricerche da svolgersi concordemente tra assistenti e studenti; ha per fine la revisione di una serie di strumenti co-noscitivo-operativi (norme, regolamenti, tipologie, standard, classificazioni funzionali, ecc.) messi in crisi dall’estensione della pianificazione e dall’arric-chimento della storia dell’architettura moderna, che pongono oggi all’archi-tetto nuove e diverse dimensioni di intervento e di invenzione»332.

All’interno del corso di “Caratteri distributivi” guidato da Carlo Aymonino (e me-glio definito da Aldo Rossi corso di “Caratteri degli edifici”333),gli studenti sono

chiamati a effettuare una serie di ricerche sulla città. Queste dovranno fornire una raccolta di dati materiali e alcune verifiche di ipotesi attraverso lo strumento de-scrittivo, in modo da indagare sull’origine e sugli sviluppi della città speculativa,

332 Carlo Aymonino, I caratteri distributivi degli edifici: possibilità di modificare alcuni concetti tradi-

zionali e programma del corso, in AA.VV., Aspetti e problemi della tipologia edilizia, cit., p.4

333 «Io rifiuto la nozione di caratteri distributivi; essa non ha significato o ha un significato talmente parziale da essere irrilevante. Pertanto io non sostengo che non esistono dei caratteri distributivi ma che è inconcepibile che essi in qualche modo determinino un’opera da un lato, e che dall’altro, abbiano una qualche loro autonomia. […] Non si tratta di gusto per le parole, si tratta di concetti». Aldo Rossi, Tipologia, manualistica e architettura, in AA.VV., Rapporti tra la morfologia urbana e la

tipologia edilizia. Documenti del corso di caratteri distributivi degli edifici. Anno accademico 1965-66,

intesa come lo sviluppo urbano basato sulla proprietà fondiaria. Tali sviluppi sono intesi da Aymonino come i momenti di crisi del tradizionale rapporto città - cam-pagna entro cui si colloca l’intervento specifico dell’architetto.

La ricerca in questo senso deve indagare i motivi della nascita e della formazione dei singoli organismi urbani, «il loro mutare all’interno di uno stesso sistema sociale ed economico, le “leggi” che ne hanno determinato la loro validità e quelle che ne hanno prefigurato la loro quantità, fino al un primo sommario approccio ai proble-mi posti dalla trasformazione della città speculativa, come fenomeno culturale del nostro tempo»334.

Gli unici materiali a disposizione per ricostruire le tracce di questo corso, durato nella collaborazione tra Aymonino e Rossi tre anni accademici (1962/63-1965/66), sono le pubblicazioni specifiche del corso335, una serie di dispense pubblicate da

334 Carlo Aymonino, I caratteri distributivi degli edifici, cit., p.4

335 Le pubblicazioni relative al corso in oggetto sono: AA.VV., Aspetti e problemi della tipologia AA.VV., Aspetti e problemi della tipologia edilizia. Documenti del corso di caratteri distributivi degli

edifici. Anno Accademico 1963-64, a cura di Carlo Aymonino, Cluva, Venezia 1964; La formazione del concetto di tipologia edilizia. Atti del corso di caratteri distributivi degli edifici. Anno Accademico 1964-65, a cura di Carlo Aymonino, Editrice Cluva, Venezia 1965. Archivio Marco Biraghi

Cluva, la casa editrice dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Tali pubblicazioni contengono i programmi del corso nei vari anni accademici, alcune dichiarazioni di intenti, i temi del corso, le richieste agli studenti, alcuni saggi del docente e dei collaboratori e alcuni sunti delle ricerche degli studenti. Da tali di-spense è possibile in questo senso ricostruire, seppur parzialmente, l’organizzazione del corso.

Aymonino definisce un quadro di sei analisi parziali del problema, sei temi di ricer-ca da dividere tra gli studenti:

• «Analisi delle tipologie edilizie (elementari, giustapposte, integrate) che fornisca un quadro storico della loro “necessità” e alcune ipotesi di revi-sione e di superamento.

• Analisi dei rapporti tra la regolamentazione edilizia-urbanistica e l’archi-tettura, che fornisca un metodo dei condizionamenti dialettici e alcune proposte di nuovi strumenti normativi.

• Analisi della struttura della città moderna: evoluzione e deformazione dell’architettura urbana (nascita delle periferie, trasformazione dei centri storici, nuove infrastrutture di servizio), che fornisca un elenco morfolo-gico e alcune previsioni collegate ai problemi della città-territorio.• Analisi delle relazioni tra i servizi nel loro insieme, individuati sotto la

forma di percorsi orizzontali, verticali, diagonali, che fornisca alcuni schemi tipici e individui le possibilità di una nuova organizzazione dello spazio architettonico.

• Analisi delle possibilità di razionalizzazione e di quantificazione (modelli ripetuti, standard tecnologici, nuovi organismi) che precisi i campi ne-cessari e quelli possibili per un esatto rapporto tra quantità e qualità.• Analisi dei rapporti tra utopie e realizzazione degli organismi civili, che

fornisca un panorama storico-critico e individui le possibilità di nuove “utopie civili”»336.

edilizia. Documenti del corso di caratteri distributivi degli edifici. Anno Accademico 1963-64, a cura di

Carlo Aymonino, Cluva, Venezia 1964; La formazione del concetto di tipologia edilizia. Atti del corso

di caratteri distributivi degli edifici. Anno Accademico 1964-65, a cura di Carlo Aymonino, Editrice

Cluva, Venezia 1965; AA.VV., Rapporti tra la morfologia urbana e la tipologia edilizia. Documenti del

corso di caratteri distributivi degli edifici. Anno accademico 1965-66, Cluva, Venezia 1966.

Le sei ricerche vengono poi suddivise tra gli assistenti (Carlo Cristofoli, Costantino Dardi, Pier Maria Gaffarini, Gianni Fabbri, Umberto Perini e Aldo Rossi) ognuno dei quali si occuperà di tre gruppi di studenti e curerà un tema in particolare. Il coordinamento tra le ricerche avviene in sede di assemblea di corso o durante i se-minari, per «evitare l’autosufficienza degli interessi e delle discussioni».

Sin dal primo programma del corso di “Caratteri distributivi”, Aymonino parla della necessità di iniziare a predisporre delle facoltà di tendenza, «notevolmente omogenee nel metodo didattico, limitate nella dimensione dalle possibilità reali di ricerca teorica e applicata, differenziate nei modi di conduzione»337: solo nella loro

differenziazione infatti egli ritiene che si possa ottenere una nuova qualità, appunto, differenziata. Sulla base di questa premessa, gli apporti del docente e dei singoli assi-stenti saranno specifici agli interessi di ognuno di essi, per permettere un continuo confronto di tendenze, «l’unico possibile per avviare la discussione».

Il corso viene diviso in due tempi: uno iniziale - da dicembre a marzo - uno di approfondimento e precisazione - da marzo a giugno. Si conclude il corso con un seminario che metterà a confronto i risultati di gruppo. Le ricerche devono essere corredate da materiale grafico, che può essere allegato sotto forma di riferimenti o di schemi, «in modo da mettere a punto una metodologia che ponga in evidenza i necessari passaggi tra le ipotesi, i dati di fatto e le possibili sintesi»338. Il tentativo

in questo senso è di spostare le ragioni del corso verso un metodo critico, che com-prenda e approfondisca i problemi legati in particolar modo alla morfologia urbana e alla tipologia edilizia nella cultura attuale.

In altre parole, il tentativo è quello di comprendere le cause, storiche e culturali, che hanno prodotto la nascita, la cristallizzazione o la completa trasformazione delle proposte e delle soluzioni architettoniche di uso corrente. Tale tentativo tuttavia non si potrà limitare, secondo Aymonino, a confrontare nel tempo i prodotti tipo-logici simili o costanti, dovrà invece estendere l’analisi ai rapporti – mutevoli nel tempo – che ogni organismo ha con gli altri, con la struttura stessa della sua neces-sità e peculiarità, con il formarsi cioè della città moderna, delle sue contraddizioni e dei suoi vantaggi.

Aldo Rossi in questo senso sarà responsabile e coordinatore delle ricerche sul terzo tema: l’analisi della struttura della città moderna. Le lezioni che terrà saranno carat-

337 Ibidem, p.2338 Ibidem, p.5

terizzate da una struttura piuttosto didascalica ma densa di riferimenti ed esempi. Il tema dell’analisi della città viene affrontato attraverso la spiegazione di metodi di analisi noti e la loro comprensione critica.

Affinché la ricerca venga impostata in maniera corretta, l’esigenza principale è quel-la di «stabilire l’oggetto specifico della ricerca» e, per Aldo Rossi che è al suo primo incarico didattico e affianca Aymonino come assistente, l’unica garanzia perché ciò avvenga «consiste nell’avviare la ricerca su una esperienza concreta, nella realtà im-mediata, empirica, della città in cui viviamo»339. Importante anzitutto è conoscere

lo stato delle ricerche e degli studi sulla città, compiuti nel campo di altre discipline (sociologico, geografico…). L’obiettivo è «stabilire quali leggi regolino la città come manufatto, […] conoscere i rapporti spaziali, la sua forma, il suo accrescimento come se la città fosse […] una grande opera di ingegneria che prosegue nel tem-po»340.

L’obiettivo è allora la comprensione della città, e per fare ciò è necessario impostare una metodologia relativa allo studio della città: da una parte bisognerà affrontare lo studio dei sistemi funzionali, generatori dello spazio urbano (sistema politico, eco-nomico, sociale); dall’altra si dovrà intendere la città come struttura spaziale, come un campo di relazioni spaziali.

L’approccio a tale questione viene da Rossi impostato a partire dall’analisi dei rap-porti tra la tipologia edilizia e la morfologia urbana, nella convinzione che tra essi esista una relazione binaria, considerando inoltre che «la morfologia urbana è lo studio delle forme della città [e] la tipologia edilizia è lo studio dei tipi edilizi»341.

La ricerca si avvia su questo presupposto in quanto, secondo Rossi, i tipi edilizi costituiscono fisicamente la città. La città è intesa come un «fatto dinamico» e il paesaggio urbano è per Rossi il normale campo di indagine della ricerca svolta in università. Ciò avviene attraverso lo studio delle forme, necessario per conoscere la struttura della città.

Nello studio del quartiere Rossi sceglie l’utilizzo dei criteri funzionali, morfologici e relativi alla struttura sociale: «il quartiere si porrà quindi come unità morfologica e strutturale»342. L’esame morfologico porta alla convinzione che la forza di muta-

339 Aldo Rossi, I problemi metodologici della ricerca urbana, in AA.VV., Aspetti e problemi della tipo-

logia edilizia, cit., ora in Aldo Rossi, Scritti scelti per l’architettura e la città, cit., p.259

340 Ibidem, p.260

341 Aldo Rossi, Considerazioni sulla morfologia urbana e la tipologia edilizia, in Ibidem, cit., p.194342 Ibidem, p.205

zione della città sia essenzialmente economica, e in particolare nella città capitalista, una delle esplicazioni di questi motivi economici è data dalla speculazione:

«La speculazione rappresenta una parte indispensabile del meccanismo per cui le città crescono; essa rappresenta il fatto economico, storicamente valido nell’epoca capitalistico-borghese, per cui le città crescono»343.

Di particolare interesse è l’atteggiamento di Rossi nei confronti di tale aspetto, e più precisamente l’intenzione di non studiare la questione speculativa da un punto di vista morale o politico, bensì con una modalità scientifica, «non deformata da giudizi di valore».

Il tema dell’abitazione in particolare è per Rossi l’oggetto di una ricerca che permet-te «lo studio dell’evoluzione delle strutture familiari e dei rapporti sociali all’interno dell’abitazione, considerando che questi sono strettamente legati e influenzati dal tipo di sistemazione dell’alloggio»344. La casa in questo senso rappresenta per Rossi

un punto di convergenza negli studi di sintesi.

Rossi lavora sin da subito alla composizione dei materiali che poi costituiranno la sua pubblicazione più importante, L’architettura della città. Già qui, tra i materiali prodotti in questi anni allo IUAV, risulta evidente la prematura presenza di tutti i “suoi” temi, e infatti proprio all’interno del suo libro non sarà difficile ritrovare frasi già lette altrove o ragionamenti già sviluppati all’interno di altri saggi, in una sorta di ricomposizione, a volte anche un po’ approssimativa e disordinata, di un ragionamento in corso da qualche anno.

L’anno seguente proseguiranno le ricerche all’interno del corso guidato da Carlo Aymonino e Rossi si occuperà ancora dell’analisi della città moderna. Il tentativo è quello di elaborare insieme agli studenti materiale concreto per la ricerca. Tuttavia, questa raccolta di dati non va confusa, secondo Rossi, con la ricerca urbana: «essa ci fornisce solamente i dati per elaborare la ricerca»345, sottolinea. Ciò che la ricerca

invece dovrà essere in grado di dimostrare è di aver compreso la dinamica urbana della città, «come è possibile prevederne la trasformazione, quali sono i tipi edilizi

343 Ibidem, p.207

344 Aldo Rossi, I problemi tipologici e la residenza, in AA.VV., Aspetti e problemi della tipologia edili-

zia, cit., ora in Aldo Rossi, Scritti scelti sull’architettura e la città, cit., p.212

principali ed emergenti e come è possibile avviare una seria modificazione, in ogni caso migliorare tutto questo»346.

La pubblicazione del 1970, intitolata La città di Padova347, è una sintesi del lavoro

sviluppato all’interno del corso di Carlo Aymonino qui analizzato. In questo cor-poso volume, Rossi si occupa di scrivere l’introduzione e alcune sintesi del lavoro svolto, più in termini di contenuto che di metodo. La ricerca, come visto e come in questo libro riportato, si è occupata delle città venete e «vuole essere un contributo allo studio delle città d’Italia e all’approfondimento delle principali questioni oggi

346 Ibidem.

347 Carlo Aymonino, Manlio Brusatin, Gianni Fabbri, Mauro Lena, Pasquale Lovero, Sergio Lu-cianetti, Aldo Rossi, La città di Padova. Saggio di analisi urbana, Officina, Roma 1970

Copertina di Carlo Aymonino, Manlio Brusatin, Gianni Fabbri, Mauro Lena, Pasquale Lovero, Sergio Lucianetti, Aldo Rossi, La città di Padova. Saggio di analisi urbana, Officina, Roma 1970

emergenti negli studi di tipologia e morfologia urbana»348. Il libro è dichiaratamen-

te un lavoro che nasce dall’esperienza del corso di caratteri distributivi degli edifici, e riporta al suo interno il processo di ricerca e di analisi del territorio veneto svolto con gli studenti e guidato da Aymonino. Esso pone in continuità l’analisi degli edi-fici e l’analisi urbana e, in questo senso, si fa esempio di un metodo potenzialmente applicabile a qualsiasi territorio delimitato.

2.3.2 CARATTERI DEGLI EDIFICI - CORSO POLICATTEDRA

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Last Updated: 06/17/2022

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